


Ieri è uscita un’intervista a Fabio Volo.
UN’ALTRA?
Ecco, io mi sono sempre chiesta
che cosa avrebbe mai da dire questo qua,
perché uno abbia voglia di intervistarlo.
Fabio Volo recita (male),
scrive libri (libri?),
fa programmi in tv
(cioè, se si può definire “programma” un suo soliloquio di 2 ore su MTV o i ballettini con la Ventura e spogliarsi nudo davanti alla Marcuzzi – con un fisico che per altro ci poteva risparmiare…).
Ma non se ne vergogna, anzi.
Va fiero della sua “faccia da culo”,
di sé stesso dice: “non avevo un talento particolare e mi sono dovuto inventare qualcosa”.
Ok, il solito inutile, un'altro.
Ne sentivamo il bisogno, in effetti.
E naturalmente, per i meriti derivanti da tutto ciò,
ma soprattutto perché
INSPIEGABILMENTE
piace un sacco alle donne,
Vanity Fair lo intervista.
Il Nostro ha opinioni brillanti quasi su ogni argomento.
I giornalisti?
“li ho visti fare gli opinionisti nei reality, che cos’altro dovrei pensare?”
L’aborto?
“scatena uno tsunami nella parte femminile del mio cervello”
Ma è sul LIFESTYLE che il nostro da il meglio di sé.
La foto principale del servizio,
con coppolletta, occhiale, giacchetta e magliettina d’ordinanza,
e faccia in su per nascondere il doppio mento incipiente.
La foto in cui siede sul marciapiede
(oh, molto boho style!!!)
di fianco a una tizia che palesemente si chiede chi è sto sfigato
(e lo sta pure dicendo al cellulare a un’amica).
L’altra foto, quella in cui ADERISCE SIMBOLICAMENTE
allo sciopero degli sceneggiatori americani.
Ah sì, perché il nostro vive a NEW YORK.
Come Lapo!!!
Alternativo vero?
Ammazza, ho già tutti gli ormoni in subbuglio…
però ovviamente
“potevo essere su Canale 5 tutte le sere e guadagnare molto di più”.
Ah bé, allora, onore al merito.
New York è fortunata ad averti.
Uno che alla giornalista dice:
“scriverà anche che sono antipatico (…) quello a cui paice rimorchiare le donne”.
Oh, ma sei un Céline dei nostri tempi.
Non me ne ero accorta, com'è possibile???
E poi, poteva mancare
il cliché top dello sfigato a New York?
“porto sempre con me un bloc – notes.
Se me lo dimentico uso i tovagliolini di carta nei bar”;
“A volte, mi porto il computer
e scrivo seduto a un tavolino davanti alla vetrina”.
C’è qualcosa che faccia più COMMEDIA HOLLYWOODIANA?
E sentite che figo, che alternativo, che uomo-isola:
va al cinema da solo
e si fa fotografare mentre compra dischi usati
(e mica cazzi eh: “What’s going on” di Marvin Gaye!
Non solo un classicone, ma anche l’inno post Twin Towers:
lui si che ormai è un newyorchese vero…)
Ma il TOP della banalità la raggiunge se parla di relazioni
(da uno che palesemente non ne capisce un PIFFERO):
“il problema è che le donne sognano ancora la famiglia tradizionale:
tutti sotto lo stesso tetto”;
“Se in tv c’è la De Filippi è perché la famiglia tradizionale non funziona”;
“Farei fatica ad aprire la porta e trovare qualcuno in casa”.
Dai questo non lo commento, troppo facile.
MA QUESTO COSINO QUI
DAVVERO PIACE ALLE DONNE?
È la Treccani dei luoghi comuni.
È il ritratto perfetto dell’italiano medio:
- vorrei essere Ammericano
- vorrei fare lo scrittore
- non so fare niente ma voglio FARE I SOLDI
E mi sono tenuta per ultima la perla:
INVESTE NEL MATTONE, LUI.