venerdì, 22 febbraio 2008,11:06

Dorothy Parker

Alcuni uomini ti spezzano il cuore,

altri ti blandiscono e ti adulano,

altri ancora non ti guardano mai…

…e questo risolve il problema.”

by EulaliaDolfi | commenti (2) | commenti (2)(popup)
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venerdì, 07 dicembre 2007,08:26

Ieri è uscita un’intervista a Fabio Volo.

UN’ALTRA?

Ecco, io mi sono sempre chiesta

che cosa avrebbe mai da dire questo qua,

perché uno abbia voglia di intervistarlo.

 

Fabio Volo recita (male),

scrive libri (libri?),

fa programmi in tv

(cioè, se si può definire “programma” un suo soliloquio di 2 ore su MTV o i ballettini con la Ventura e spogliarsi nudo davanti alla Marcuzzi – con un fisico che per altro ci poteva risparmiare…).

 

Ma non se ne vergogna, anzi.

Va fiero della sua “faccia da culo”,

di sé stesso dice: “non avevo un talento particolare e mi sono dovuto inventare qualcosa”.

Ok, il solito inutile, un'altro.

Ne sentivamo il bisogno, in effetti.

 

E naturalmente, per i meriti derivanti da tutto ciò,

ma soprattutto perché

INSPIEGABILMENTE

piace un sacco alle donne,

Vanity Fair lo intervista.

 

Il Nostro ha opinioni brillanti quasi su ogni argomento.

I giornalisti?

“li ho visti fare gli opinionisti nei reality, che cos’altro dovrei pensare?”

L’aborto?

“scatena uno tsunami nella parte femminile del mio cervello”

 

Ma è sul LIFESTYLE che il nostro da il meglio di sé.

La foto principale del servizio,

con coppolletta, occhiale, giacchetta e magliettina d’ordinanza,

e faccia in su per nascondere il doppio mento incipiente.

La foto in cui siede sul marciapiede

(oh, molto boho style!!!)

di fianco a una tizia che palesemente si chiede chi è sto sfigato

(e lo sta pure dicendo al cellulare a un’amica).

L’altra foto, quella in cui ADERISCE SIMBOLICAMENTE

allo sciopero degli sceneggiatori americani.

 

Ah sì, perché il nostro vive a NEW YORK.

Come Lapo!!!

Alternativo vero?

Ammazza, ho già tutti gli ormoni in subbuglio…

però ovviamente

“potevo essere su Canale 5 tutte le sere e guadagnare molto di più”.

Ah bé, allora, onore al merito.

New York è fortunata ad averti.

 

Uno che alla giornalista dice:

“scriverà anche che sono antipatico (…) quello a cui paice rimorchiare le donne”.

Oh, ma sei un Céline dei nostri tempi.

Non me ne ero accorta, com'è possibile???

 

E poi, poteva mancare

il cliché top dello sfigato a New York?

“porto sempre con me un bloc – notes.

Se me lo dimentico uso i tovagliolini di carta nei bar”;

“A volte, mi porto il computer

e scrivo seduto a un tavolino davanti alla vetrina”.

C’è qualcosa che faccia più COMMEDIA HOLLYWOODIANA?

E sentite che figo, che alternativo, che uomo-isola:

va al cinema da solo

e si fa fotografare mentre compra dischi usati

(e mica cazzi eh: “What’s going on” di Marvin Gaye!

Non solo un classicone, ma anche l’inno post Twin Towers:

lui si che ormai è un newyorchese vero…)

 

Ma il TOP della banalità la raggiunge se parla di relazioni

(da uno che palesemente non ne capisce un PIFFERO):

“il problema è che le donne sognano ancora la famiglia tradizionale:

tutti sotto lo stesso tetto”;

“Se in tv c’è la De Filippi è perché la famiglia tradizionale non funziona”;

“Farei fatica ad aprire la porta e trovare qualcuno in casa”.

Dai questo non lo commento, troppo facile.

 

MA QUESTO COSINO QUI

DAVVERO PIACE ALLE DONNE?

È la Treccani dei luoghi comuni.

È il ritratto perfetto dell’italiano medio:

- vorrei essere Ammericano

- vorrei fare lo scrittore

- non so fare niente ma voglio FARE I SOLDI

E mi sono tenuta per ultima la perla:

INVESTE NEL MATTONE, LUI.

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giovedì, 04 ottobre 2007,12:06

B.I. n.19, ottobre ‘96

NEWPORT, OREGON

 

- Perché? Perché. Bè, non è solo che sei bella. Anche se lo sei. È che sei maledettamente intelligente. Ecco. Ecco perché. Le ragazze belle te le tirano dietro, ma no…ehi diciamocelo, le persone veramente intelligenti sono rare. Maschi o femmine. E tu lo sai. Per quanto mi riguarda, è soprattutto la tua intelligenza.

 

D.

 

- Ah. È possibile, direi, dal tuo punto di vista. Direi che potrebbe essere. Però pensaci un attimo: un’occasione del genere si sarebbe mai presentata a una ragazza che non era così maledettamente intelligente?

Una stupida sarebbe mai arrivata a sospettarlo?

 

D.

 

- E tu in un certo senso mi hai dato ragione. Così mò ci credi che faccio sul serio invece di liquidarlo come una specie di adescamento. Dico bene?

 

D…

 

- Dai, vieni qui.

 

 

Grazie per questa illuminazione a:

David Foster Wallace, Brevi interviste con uomini schifosi

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lunedì, 24 settembre 2007,10:55

TEST N°1

IL MERAVIGLIOSO TEST DELLE CANZONI

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E http://roibeard.splinder.com/

 

1) quella che avresti voluto scrivere tu:

The ring of fire, scritta da June Carter e Merle Kilgore e cantata da Johnny Cash.

2) quella che ascolti ora:

Love will tear us apart dei Joy Division.

3) quella che ti fa venire in mente la tua infanzia: 

La canzone di Marinella di Fabrizio De André.

4) quella che riassume la tua adolescenza:

Boys And Girls dei Blur.

5) quella che parla di te:

1979 degli Smashing Pumpkins.

6) quella notturna: 

Mad World, dei Tears for Fears, rifatta da M. Andrews per il film “Donnie Darko”.

7) quella che ti fa venire voglia di ballare:

Disco 2000 dei Pulp.

8) quella che ti mette brutti ricordi:

What I got dei Sublime.

9) quella che odiavi ma adesso ami:

Che cos’è l’amor di Vinicio Capossela.

10) quella che vorresti al tuo matrimonio:

Sympathy for the Devil dei Rolling Stones.

11) quella che vorresti al tuo funerale:

A whiter shade of pale dei Procul Harum.

12) quella che descrive perfettamente il tuo stato d'animo attuale:

Self Esteem degli Offspring.

13) quella che ti piace nella collezione dei tuoi genitori:

mia madre ama De André e anch’io, le sue canzoni sono state le mie ninne nanne.

Per quanto riguarda mio padre, House of the rising sun degli Animals.

14) quella che piace ai tuoi genitori nella tua collezione:

a mia mamma Messico e Nuvole di Iannacci nella versione dei Bluebeaters, a mio padre Wouldn’t it be nice dei Beach Boys.

15) quella più triste:

Grace di Jeff Buckley.

16) quella che ti fa venire in mente la prima cotta:

Animal Nitrate dei Suede.

17) quella per quando sei incazzato nero:

tutto Hungry for Stink delle L7

18) quella con il miglior finale: 

Morire dei CCCP:

Produci consuma crepa produci consuma crepa produci consuma crepa
Sbattiti fatti crepa sbattiti fatti crepa sbattiti fatti crepa
Cotonati i capelli riempiti di borchie rompiti le palle rasati i capelli
Crepa crepa crepa
19) quella con il miglior inizio:

I heard it trough the grapevine di Marvin Gaye.

20) quella che non conosceresti se non fosse per un tuo amico:

It’s all me di Holly Golightly.

21) quella più brutta che hai a casa:

Il CD La musica ribelle di Eugenio Finardi.

22) la migliore colonna sonora:

Le iene di Quentin Tarantino (la migliore non di un musical).

23) la migliore cover:

Personal Jesus dei Depeche Mode, ricantata da Johnny Cash.

24) la migliore da sentire/cantare in viaggio: 

Sweet home Alabama dei Lynrd Skynrd

25) quella da cantare sotto la doccia:

I’ve never been to me di Charlene.

26) quella per la tua città:

Disperato Erotico Stomp di Lucio Dalla, quella che fa: “nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino”…

27) quella con il miglior duetto:

Tomorrow, Amanda Lear + CCCP.
28) quella su cui fare l'amore:

Train dei Goldfrapp.

29) quella con il testo più bello: 

La canzone del maggio di De André.

30) quella che ti mette allegria:

Kalasnjikov di Goran Bregovic.

31) quella da ascoltare quando sei rilassato:

le Goldberg Variations.

32) quella da ascoltare quando voglio caricarmi:

Lust for life di Iggy Pop.

33) quella da ascoltare quando sei felice: 

Via con me, di Paolo Conte. 

34) quella da ascoltare quando sei triste:

Heroes di David Bowie.

35) quella da ascoltare prima di addormentarsi:

Perfect day di Lou Reed.

36) quella da ascoltare appena sveglio:

Don’t worry be happy, di Bobby McFerrin.

37) quella da ascoltare quando piove:

tutto The Virgin Suicides degli Air.

38) quella da ascoltare quando c'è il sole:

Lucy in the sky with diamonds dei Beatles.

39) quella da dedicare al mio migliore amico:

I will survive – Gloria Gaynor.

40) quella da dedicare al mio peggiore nemico:

Loser di Beck

41) quella da dedicare al proprio amore:

Tell Him, The exciters.

42) quella da dedicare ad un amore passato:

Breaking the girl, RHCP.

43) quella da dedicare ad un amore futuro: 

There is a light that never goes out, The Smiths.

44) quella da cantare a squarciagola:

Miss World delle Hole.

45) quella da ascoltare in silenzio:

tutto La Buona Novella e Non al denaro né all’amore né al cielo di De Andrè.

46) quella da condividere col mondo:

Bohemian like you dei Dandy Warhols.

 

TEST N° 2

TEST LIBRESCO (OVVIAMENTE RUBATO ALLA DANI)

1. Un libro che ti ha lasciato indifferente nonostante la critica:

in generale i libri di Pennac. Carini, divertenti, ma…boh. Non riesco a vedere l’origine di tutto sto entusiasmo…

2. Un libro che svelato il tuo animo romantico sotto la dura corazza di acciaio al molibdeno: .

Le ceneri di Angela di Frank McCourt. Come dice la mamma del protagonista, durante tutto il libro mi sentivo “la vescica vicino agli occhi”.

3. Un libro vomitevole:

Professione: modella di Jay McInerney. Alla fine ero arrabbiatissima, tanto più che ero una sua fan dai tempi del Giardino di cemento.

4. Il libro della tua infanzia che non tramonterà mai:

Le Streghe di Roald Dahl e Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno 

5. Un libro dell’infanzia tramontato ignobilmente in gioventù:

Siddharta di Herman Hesse. A 13 anni mi ha lasciata fulminata; poi mi sono resa conto che se l’avevo capito a 13 anni, non c’era poi chissà cosa da capire.

6. Un libro altamente sopravvalutato:

tutti i libri di Baricco, direi, almeno dalla gente che conosco io.

7. Un libro che proprio non riesci a finire nonostante tutto:

Underworld di Don DeLillo. Non ce l'ho fatta.

8. Un libro che hai fatto finta di apprezzare per far colpo sull’altro sesso ma in realtà ti faceva schifo:

Tre autori in realtà; autori che, per carità, leggo volentieri ma mooolto raramente: Borges, Chatwin e Aldous Huxley. E Baricco, ovviamente…

9. Il libro più “alto” che hai mai letto:

La ragazza dai capelli strani di David Foster Fallace. Forse non è il più “alto” ma sicuramente è quello che mi ha lasciato di più.

10. Un libro che vorresti aver scritto tu (ad esserne capace…):

Fango di Niccolò Ammaniti (perché sarei stata in grado e avrei fatto un sacco di soldi).

La Notte del Drive in di Joe Lansdale perché è un capolavoro assoluto.

11. Un libro che non hai mai capito che cavolo volesse dire l’autore e, soprattutto, che cavolo l’hai letto a fare tu:

Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides, anche se in realtà l’ho amato proprio per questo.

12. Un libro che toglie ogni dubbio sulla orrenda natura umana:

Il signore delle mosche di William Golding

13. Il libro perverso per eccellenza:

Grottesco di Patrick McGrath.

14. Un libro buono per tutti gli usi:

Mi piacciono un sacco in generale, le edizioni con molte pagine bianche in fondo.

C’è spazio per prendere note e appunti, in viaggio ci si scrivono cazzate insieme agli amici. Così il libro diventa unico.

15. Un libro che ti fa riflettere e senza retorica:

Non è un paese per vecchi, di Cormack McCarthy.

16. Un libro che ti sembrava erotico nei picchi ormonali e che ora ti mette solo sonno alla quarta riga:

Le regole dell’attrazione di Bret Easton Ellis.

17. Un libro finto colto ma in realtà pieno di cazzate:

Il nuovo sesso: cowgirl di Tom Robbins, ovviamente cazzate in senso positivo. Non perdonerò mai il traduttore italiano per il titolo demente, comunque.

18. Un libro che renderesti obbligatorio da leggere a scuola:

Il giovane Holden di Salinger. Furore di Steinbeck. E Il signore degli anelli, naturalmente.

19. Un libro cui vorresti riscrivere il finale:

Mi vergogno un pò ma…I ponti di Madison County.

20. Un libro che è finito troppo presto:

American Gods di Neil Gaiman: ti abitui anche troppo presto all’idea che sia possibile…

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mercoledì, 12 settembre 2007,16:04

Elizabeth BishopElizabeth Bishop
L'arte di perdere non è difficile da imparare;
così tante cose sembrano pervase dall'intenzione
di essere perdute, che la loro perdita non è un disastro.

Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta il turbamento
delle chiavi perdute, dell'ora sprecata.
L'arte di perdere non è difficile da imparare.

Poi pratica lo smarrimento sempre più, perdi in fretta:
luoghi, e nomi, e destinazioni verso cui volevi viaggiare. Nessuna di queste cose causerà disastri.

Ho perduto l'orologio di mia madre.
E guarda! L'ultima, o la penultima, delle mie tre amate case.
L'arte di perdere non è difficile da imparare.
Ho perso due città, proprio graziose.

E, ancor di più, ho perso alcuni dei reami che possedevo, due fiumi, un continente. Mi sono mancati, ma non è stato un disastro.
Ho perso persino te (la voce scherzosa, un gesto che ho amato). Questa è la prova. E' evidente,
l'arte di perdere non è troppo difficile da imparare,
benché possa sembrare un vero (scrivilo!) disastro.

Come molti avranno capito, è una poesia di Elizabeth Bishop

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giovedì, 30 agosto 2007,13:48

Leggo su Quotidiano.net, che Corinne Maier, la scrittrice/psicanalista francese (autrice di "Buongiorno pigrizia"), ha scritto in un nuovo libro, ancora non pubblicato in Italia, 40 validi motivi per non avere figli.

Le donne riceverebbero, secondo lei, un lavaggio del cervello dallo Stato e dal capitalismo, essendo educate fin da bambine a riprodursi per generare forza-lavoro, nuovi elettori e consumatori.

 

Non sono un’accanita sostenitrice della maternità, amo moltissimo i bambini ma più gli anni passano più passa anche a me la voglia di fare figli.

Ma le motivazioni di questo libro non sono soltanto banali e scontate, alcune sono addirittura assolutamente false.

Mi ricorda alcune amiche che, pseudo in carriera e in realtà frustrate dal non aver fatto figli ancora a 30 anni, preoccupate del tempo che passa e invidiose delle amiche “sistemate”, riversano la loro rabbia criticando senza alcun fondamento le scelte personali degli altri…ma la Maier ha 2 figli, per cui forse vuol solo fare, come al solito, scalpore dicendo delle ovvietà…

 

MA ECCO 20 DEI 40 MOTIVI DEL LIBRO

…non potevo non commentarli!(miei commenti in rosso ovviamente)

1.      Il Parto è una tortura

(non necessariamente, sicuramente il corpo cambia e può essere un vero disastro, ma la gravidanza è unanimemente considerata un’esperienza che vale la pena, ci sarà un motivo)

2.      Diventerete dispensatrici ambulanti di cibo

(allattarlo al seno non è un obbligo, io son venuta su a latte artificiale e sto da dio)

3.      Lotterete per continuare a divertirvi

(questa, purtroppo, credo sia incontestabile)

4.      Perderete i contatti con gli amici

(con quelli single e senza figli, senz’altro)

5.      Dovrete imparare un linguaggio da veri idioti per riuscire a comunicare con i vostri figli

(certo, se vuoi tirare su degli imbecilli, parla loro come si fa coi cani)

6.      I figli uccideranno il vostro desiderio

(per 2 anni forse sicuro, ma poi se si è intelligenti ci si riprende)

7.      I figli suonano la campana a morto della vita di coppia

(se andate in crisi per via di un figlio, eravate già in crisi)

8.      Fare figli è da conformisti

(mah…sicuramente è un atto egoistico, ma anche di coraggio…dipende)

9.      I figli costano

(cazzo sì)

10. Verrete ingannati pensando che non esista nulla come un figlio perfetto

(avere aspettative sui propri figli è da stupidi…sono persone non emanazioni dei genitori)

11.  Verrete inevitabilmente delusi dai vostri figli

(probabilmente, se avete le aspettative stupide di cui sopra)

12.  Tutti si aspetteranno che siate una madre prima che una professionista e una donna

(se ti preoccupi di quel che pensano gli altri, la tua vita sarà un inferno)

13.  Le famiglie sono un incubo

(la mia lo è…ma è anche stupenda e un grande sostegno, meglio di qualsiasi uomo)

14.  I figli mettono fine ai vostri sogni d’infanzia

(e se i sogni d’infanzia di una ragazza fossero quelli di avere tanti tanti figli?)

15.  Non smetterete di desiderare per loro la felicità completa

(cosa c’è di negativo in questo?)

16.  Stare a casa a badare ai figli è incredibilmente noioso

(questa mi è nuova…non era una fatica tremenda?)

17.  Dovrete scegliere tra maternità e carriera

(se hai fatto figli, sarà meglio che tu abbia già scelto)

18.  Quando arriva un figlio, di solito scompare un padre

(non è il figlio tesoro, sei tu che lo fai scomparire)

19.  Ci sono già troppi bambini sul pianeta

(infatti l’adozione esiste e più la si utilizza meglio è…il che neutralizza anche il punto 1)

20. I figli sono pericolosi: vi portano in tribunale senza pensarci un secondo

(questa si commenta da sola)

 

 

Per quanto mi riguarda, c’è un solo motivo universalmente valido per non fare un figlio: non potergli garantire, almeno sulla carta, la scelta libera del proprio futuro.

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venerdì, 03 agosto 2007,14:15

I MIEI LIBRI PER LE FERIE:

Brevi interviste con uomini schifosi di Foster Wallace

L'ultimo di Ammaniti (non mi ricordo il titolo)

Il volo delle anatre a rovescio, regalo della contessa

Non buttiamoci giù di Nick Hornby

Twilight di Stephanie Meyers (cosa non farebbe un'orfana di Harry Potter)

 

mandatemi la vostra lista per ispirazione!

by EulaliaDolfi | commenti (6) | commenti (6)(popup)
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