


Sto cercando da tempo di capire una questione, che mi è tornata in mente chiacchierando come al solito sul blog di AEIOUY:
Qual è il modo migliore di approcciare un uomo?
Adesso da brave fighe di legno non rispondete che il modo migliore è non approcciarlo!
Vista l’intraprendenza maschile in giro negli ultimi tempi (si ricevono complimenti e galanterie solo da muratori, venditori ambulanti e kebabbari, fai te…) il rischio nel rimanere impalate aspettando l’approccio è quello di buttare via tutte le occasioni scoperecce e sentimentali…
Siccome in questo periodo, come dice una mia amica, mi scoperei anche una scarpa anzi una ciabatta, vado alla ricerca di consigli utili per domani sera (concerto di Roy Paci a Modena), venerdì sera (concerto di Vinicio a Bologna) ed eventualmente anche per sabato alla Festa dell’Uva a Castelvetro (oh, non si sa mai dove puoi incontrare l’uomo della tua vita, bisogna essere pronte a tutto)...
La vita post TUSAICHI necessita di emozioni forti per dimenticare l’umiliazione ed evitare atti di violenza inconsulta nel caso di un incontro
(come avrete capito la fase zen mi è già passata)
Io conosco alcune banali strade:
· guardarlo di sfuggita
· sorridergli
· sbattergli casualmente contro
· ballare (se si sta ballando) vicinissimo a lui
· farsi trovare da sola quando lui passa (per facilitarlo)
e poi la difficilissima, riservata generalmente ai casi disperati tipo “tanto non lo incontrerò mai più”:
andare a parlargli
(poi resta il dubbio di cosa dirgli, ma lì alcol e arte dell’improvvisazione generalmente aiutano…)
Sull’andare a parlargli non mi esprimo, ché è la tattica usata con TUSAICHI, rivelatasi fallimentare oltre ogni dire…ma voi avete alternative, consigli, racconti di vita vissuta?
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