martedì, 16 ottobre 2007,08:37

Mi sembra, molto, il caso di dire la mia su questa campagna.

E dico che è

 

FALSA, INUTILE E POCO RESPONSABILE

 

1) è FALSA perché:

Le anoressiche non sono così.

La visione di una ragazza scheletrita su un poster non turba minimamente la maggior parte di loro, garantito:

diventare così, la parte estetica, è il male minore,

anche perchè sono veramente poche quelle che arrivano fin lì.

La maggior parte delle anoressiche che conosco

è mooolto più grassa di quel che potreste pensare.

 

La parte snervante di questa malattia,

quella che ti porti dietro per tutta la vita,

è non poter far passare 30 minuti senza fare 4 volte il riconteggio delle calorie assunte fino a quel momento della giornata, programmando il resto della settimana in modo da non superare le 500 calorie al giorno.

TUTTI I GIORNI, DI TUTTA LA SETTIMANA, DI TUTTA LA VITA.

 

Non serve alle anoressiche qualcuno che mostra "quanto si diventa mostri":

lo scopo recondito, la spinta di ogni anoressica non è diventare bella, ma diventare trasparente e invisibile.

IN UN MONDO IN CUI TUTTO RUOTA ATTORNO AL CIBO, E IL CIBO PERMEA LA NOSTRA VITA QUOTIDIANA, NELLA SUA ABBONDANZA E FACILE DISPONIBILITÀ, COME SIMBOLO DI CONVIVIALITÀ, LA SCELTA DI RIFIUTARLO PER UN’ANORESSICA È LA VOLONTÀ DI NON UNIFORMARSI A QUELLO CHE LA CIRCONDA.

La voglia di essere magre non si ferma al bisogno estetico, anche se lo comprende.

È un voler essere ancora bambine, piccole, fragili, di sparire in un certo senso, di annullare la propria femminilità.

 

Sarebbe, davvero invece, utile qualcuno che facesse capire

quanta fatica, dolore e fallimenti comporti il cercare di guarire

PERCHÈ L'ANORESSIA NON LA PERCEPISCI COME UN PROBLEMA FINCHÉ MENTALMENTE CI SEI DENTRO:

è quando inizi a stare male, e ti rendi conto che non si guarisce facilmente (e non si guarisce mai del tutto), che iniziano i problemi.

L’anoressia è un po’ come una tossicodipendenza:

non ne esci se non lo vuoi tu,

ma dal dirlo al farlo è un percorso difficile e lunghissimo,

e per la maggior parte dei casi fallimentare.

 

2) è INUTILE perché:

Non è utile parlare di malattia se di fianco c'è un marchio di abbigliamento.
Non è utile se il malato è spettacolarizzato.

 

La moda non ha SEMPRE a che fare con l’anoressia:

è vero che rispecchia un modello di bellezza inarrivabile, ma che è quello condiviso culturalmente, e che ogni ragazzina può trovare ovunque senza cercarsi le foto delle sfilate e di quelle che sono “magre per mestiere” e pagate per farlo, che appena mollano la carriera ingrassano e che spesso non stanno neanche a dieta, essendo ragazzine bielorusse di 14 anni che non si sono ancora sviluppate.

 

Non serve voler fare le modelle per sentirsi inadeguate:

mai conosciuto anoressiche che non siano ragazze molto intelligenti e in un certo senso "vincenti".

Persone che vogliono essere PERFETTE,

e che quando si rendono conto di non poterlo essere, perchè la vita è senza controllo,

si rivolgono all'unica cosa che possono veramente controllare,

ovvero la quantità di cibo che ingeriscono.

Non c'entra la mancanza di valori, non c'entra la tv o la moda.

 

C'entra molto la pressione culturale a cui sono sottoposte le donne:

il dover essere contemporaneamente

belle,

sexy,

intelligenti,

far carriera,

essere indipendenti,

carine,

amabili,

sportive ma femminili,

eleganti però risparmiare per la casa,

fare figli ma restare belle,

pulire casa ma fare sesso col marito tutte le sere,

essere allegre,

e vivaci,

e informate,

e accondiscendenti,

e per carità non troppo aggressive che se no poi gli uomini si spaventano.

Poi si meravigliano che alcune di noi implodono.

 

Sicuramente è un problema sociale:

infatti si può fare lo stesso identico discorso di pressione culturale

sempre di più anche per il genere maschile:

infatti la nuova “condizione maschile”, che può essere accumunata al disagio femminile di cui parlavo, è sempre più frequente.

Non per niente oggi anche molti uomini soffrono di anoressia, che in passato

(perché è una malattia sempre esistita, come la depressione, non è una malattia “moderna”, anche se una diffusione così non si è mai vista)

era un’esclusiva o quasi delle donne.

 

3) è POCO RESPONSABILE perché:

Qualcuno dice che questa campagna ha del merito, perchè tanti italiani hanno visto e discusso la foto di Oliviero Toscani:

MA UNA RAGAZZA POTENZIALMENTE BELLA TRAMUTATA IN UN MOSTRO DALLA MALATTIA NON È UTILE COME UN "PUGNO NELLO STOMACO", IN QUESTO CASO.

Perché l'anoressia non è la fame nel mondo:

per combatterla, la soluzione non è che più persone possibile sappiano che esista, sbattendo una foto-choc in copertina.

Cioè, se il malato di AIDS o il bambino africano con la pancia gonfia spaventano e possono innescare un meccanismo positivo al di là della paura, questa pubblicità può spaventare solo chi anoressico non è.

 

Io sono stata anoressica (anche se parlare al passato per l'anoressia è impossibile, perchè periodicamente ci si ricasca) e intorno a me ho molte persone che ne hanno sofferto,

a vari livelli.

Io ho scoperto che si poteva vomitare quello che si mangiava grazie a uno di quei film verità che una decina di anni fa trasmettevano al pomeriggio su canale5.

Non dico che non fossi già malata in testa, ma sicuramente mi ha dato utili spunti. Con un film o una pubblicità non si “diventa” anoressiche, è solo una tendenza e una nevrosi che c’era già, lì che aspettava uno spunto e uno stimolo per manifestarsi.

E lì fuori ci sono un sacco di ragazzine come ero io, che aspettano solo lo spunto.

Ovviamente nel film la ragazza bulimica guariva subito grazie a una bella clinica...senza tubi nell'esofago e senza che le marcissero i denti.

 

CI MANCANO GLI STRUMENTI CRITICI PER ELABORARE IL MESSAGGIO?

PUO' DARSI.

MAGARI È COLPA DELLA FAMIGLIA O DI ALTRO,

MA RENDERE L’ANORESSIA COOL, DIREI CHE NO, NON È LA SOLUZIONE.

 

 

SOLO PER DIRE, CHE SULL’ANORESSIA

CE N’È DA DIRE MOLTO DI PIÙ DI UN CARTELLONE,

e che l’immagine di uno scheletro ambulante non sarà mai un deterrente, soprattutto perché anche quelle ridotte come lei

non ci si riconosceranno mai.

 

Perciò dico:

SE SPETTACOLARIZZI

E NON FAI VEDERE A 360 GRADI IL PROBLEMA,

TI METTI NELLE CONDIZIONI DI ESSERE TRAVISATO,

MA (COME FA SEMPRE TOSCANI)

PUOI SEMPRE DIRE DI NON AVERE RESPONSABILITÀ

PERCHÈ, IN FONDO...

..."CI METTI SOLO DAVANTI AI FATTI"

by EulaliaDolfi | commenti (27) | commenti (27)(popup)
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martedì, 03 luglio 2007,16:38

io non sono anoressica. Mi rendo conto che ho un link a un forum proana nel mio blog, ma non sono neanche una proana: non sono assolutamente d'accordo sulla maggior parte delle cose che si dicono nel sito e nel forum, e penso che spesso le ragazzine esagerino nell'esaltazione del non mangiare, ottenendo solo effetti devastanti per il loro corpo e dandosi la carica l'un l'altra con comportamenti sbagliati.

Ma anoressica lo sono stata, e ancora oggi che non lo sono più credo nel mangiare il meno possibile, e credo nel voler essere MOLTO magra. Ad esempio io adesso sono 51 chili per 1,67 circa, ma ritengo che per piacermi dovrei essere 49 o ancora meglio 48. Questo non significa che non voglio vivere, che rifiuto il cibo o altro, anzi a me mangiare piace, mi piace mangiar bene e all'occorrenza molto: semplicemente lo faccio per brevi periodi, perchè quando ingrasso mi piglia l'angoscia e quindi sto molto meglio se mangio poco.

Su tanti blog leggo di persone che commentano in modo ironico o giudicando pazze e malate (anche bugiarde) le proana. Anche a mio parere le cosiddette proana si nascondono dietro un dito, trovando giustificazioni filosofiche a un disagio che è molto umano e molto reale. Ma trattarle come delle dementi vittime della moda non ha senso: l'unica cosa che penseranno, credetemi, è "guarda sta cicciona invidiosa. Invece di criticare le persone magre dovrebbe mangiare meno".

Secondo me ci vorrebbe molto più rispetto per le scelte fatte liberamente da persone adulte, e molta più attenzione alle follie delle ragazzine, che (al contario di quello che pensano in molti, tra cui spesso i genitori) non stanno semplicemente passando una fase in cui vogliono "sembrare delle modelle". In realtà esprimono un disagio grandissimo rispetto al loro ruolo come donne e come persone. Perchè chi non mangia fondamentalmente non vuole crescere, sono quasi tutte persone dal carattere forte che non chiedono aiuto e conforto a parole per i loro problemi, ma lo esprimono in questo modo: non essendo fragili psicologicamente, si fa in modo di diventarlo fisicamente.

Il problema sul lungo termine è CONVIVERE con questa testa malata che abbiamo, che non si cura mai definitivamente, che sarà così per tutta la vita. Conviverci senza distruggersi, senza vomitare, senza digiunare, senza imbottirsi di lassativi o diuretici. Oddio, nei momenti di crisi i lassativi e i diuretici li ho presi anch'io, fortunatamente non sono capace di vomitare.

Ma avevo voglia di vivere la mia vita in modo completo, e questo non si riesce a fare se sei sempre sul punto di svenire; se vuoi divertirti, lavorare, studiare, devi nutrirti il necessario, perchè se no il cervello non funziona bene.

Per concludere, questo è il mio parere e la mia personale esperienza, che vale quel che vale, ma leggendo certe cose non si può fare a meno di prendere una posizione.

Ecco alcuni link che per me sono PESSIMI ESEMPI di reazione al problema...e gente che dovrebbe anche secondo me dedicarsi ad altri argomenti.

http://antiana.splinder.com/post/12835492

http://antiproanapromia.splinder.com/post/12662961

http://iostudioarchitettura.splinder.com/post/12391663

http://metempsicotica.splinder.com/post/12361457

http://linglin.splinder.com/post/10685609

http://rinnysfantasy.splinder.com/post/9952176

 

 

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