giovedì, 28 febbraio 2008,09:27

Pari o dispari?

Chi vince nella sfida delle opportunità? Spettacolo comico di improvvisazione teatrale dove verranno messi in scena i paradossi dei comportamenti femminili e maschili

Con Roberto Rocchi, Daniele Ferrari, Max Caiti, Chiara Parmigiani, Stefania Malaguti e Yuri Panciroli

Inizio ore 21

Dopo lo spettacolo presso

la sala espositiva “L’incontro”

appena fuori dal teatro….

Vernissage e piccolo buffet

Mostra di disegno e colore di Federica Cavalli

"Cirque a gauche e altre creature"

 

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lunedì, 25 febbraio 2008,14:09
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venerdì, 22 febbraio 2008,13:04
THANX TO EBU
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venerdì, 22 febbraio 2008,11:06

Dorothy Parker

Alcuni uomini ti spezzano il cuore,

altri ti blandiscono e ti adulano,

altri ancora non ti guardano mai…

…e questo risolve il problema.”

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giovedì, 21 febbraio 2008,11:41

E dopo essere stata sulla giostra,

aver mangiato i pop corn dolci,

essere passata per la sala degli specchi,

CREDO DI AVER INCONTRATO QUALCUNO

CON CUI POSSO STARE FERMA

MAGARI ANCHE SOLO PER UN MINUTO.

 

Ovviamente, sono nel panico più totale.

Non che abbia dei dubbi sul piacergli,

o che sia un tipo adatto a me

(ormai so che il tipo adatto a me non esiste,

per cui non mi pongo il problema)

 

Il problema è che

NON SONO TUTTI asociali orsi come me.

 

Per cui mi trovo a fronteggiare l’imprevisto:

QUALCUNO CHE HA GIÀ UNA VITA

(CON TUTTI I SOTTINTESI AMOROSI DEL CASO).

 

Niente di importante, almeno credo,

(ma forse non è niente di importante anche con me

per cui si tratta di una riflessione abbastanza sterile)

 

ma il punto è:

in questa situazione,

quando inizia qualcosa con qualcuno

LA MONOGAMIA È

ASPETTARSI TROPPO?

 

Lo sapete ormai,

miei cari 3 lettori,

io sono un’egocentrica.

 

Se ho solo il sospetto di non essere

l’unica principessa del castello

DIVENTO UN PO’ INGESTIBILE:

ansia, paranoia, salivazione zero, intrattabilità.

 

E ovviamente non spreco il tempo a spiegarmi

con il diretto interessato:

inizio semplicemente a trattarlo di merda.

 

Per cui, almeno stavolta,

vorrei evitare di usare il mio solito stile

“SBARCO IN NORMANDIA”

(ovvero fare un sacco di morti e feriti

prima ancora di toccare terra)

 

Ma quando incontri qualcuno

che per una volta

sembra uno spettatore pagante

e non UNA PARTE DEL CIRCO,

 

Come si fa a chiedergli

se vuole stare fermo un giro

con te?

martedì, 19 febbraio 2008,17:45
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martedì, 19 febbraio 2008,10:27

Il mio analista sta provando ad insegnarmi

ad avere maggiore fiducia negli uomini.

 

Dice che è normale,

con una figura paterna come la mia,

avere dei problemi nel relazionarsi all’altro sesso.

 

Dice che sono in una situazione di stallo

perché mi tiro indietro

sia quando un uomo manifesta troppo interesse

che quando ne dimostra troppo poco.

Io ho risposto subito:

“in questo modo sono sicura di trovarne uno

che dimostra la giusta quantità di interesse, no?”

 

Ma lui non è pagato per ridere alle mie battute,

purtroppo…

 

Insomma, mi dice che in qualche modo mi devo sbloccare,

devo soffrire un po’, provare il brivido!

Trovare il mandarino cattivo, insomma…;-)

 

Pur pensando che sarebbe meglio investire

il mio tempo e i miei soldi in un nuovo tatuaggio

(se mi trovo un tatuatore uomo

potrebbe essere la relazione più lunga degli ultimi 2 anni)

 

mi sono detta: lo pago no? E allora proviamo,

buttiamoci nella mischia.

Ho deciso di sbloccarmi e di provare:

(già mi sento bravissima anche solo nel provarci!!)

il che consiste, per ora,

nell’accettare inviti e lasciarmi baciare,

più che altro.

 

Ovviamente, non è che la cosa mi riesca benissimo…

…voi non avevate nessun dubbio in proposito, mi sa

Solo che non ricordavo quanto, dal bacio in poi,

le cose diventassero complicate.

 

La mia vita amorosa è diventata UN CIRCO A 3 PISTE.

 

ci sono gli ANIMALI:

il domatore di animali, anzi.

Ti fa 1000 moine

ci mandiamo mail

lui scrive molto bene, scrive di mestiere

vive in montagna da solo come UNABOMBER però…

…la cosa mi mette un po’ in allerta, ma seguo la corrente

e mi dico che in fondo ci devo solo uscire no?

poi alla fine mi bidona

per dare da mangiare ai suoi animali.

C’è qualcosa di poetico in tutto ciò.

C’è?

 

ci sono i FUNAMBOLI,

e perché non nominare il fuoriclasse della categoria,

ovvero BIG?

Lo incontro per caso e mi tiene 2 ore

a parlare della sua crisi con la fidanzata.

Stavolta l’ho mandato vaffanculo,

insomma, c’è un limite a tutto no?

E adesso ha cominciato a venirmi a cercare.

È un po’ come la tigre che si ribella al domatore,

anche se qui non so chi dei 2 sia la tigre e chi il domatore

 

ci sono gli EQUILIBRISTI

che si mantengono sempre su un filo inesistente

tra amicizia e amore,

tipo il pompiere: ragazzo mio, non so come dirtelo,

ma i tuoi esercizi sono inutili.

Ormai stai camminando da un pezzo su un filo inesistente:

apprezzo l’impegno, ma no tesoro, no

 

ci sono gli IMBONITORI

che cercano di convincerti delle cose più strane:

che quella coca cola è

l’elisir di eterna giovinezza

che quel ragazzino con la gonna

è la donna barbuta

…e che no, il fatto che lavoriamo insieme

e che sono fidanzato,

che problema vuoi che sia?

 

Perché gli uomini non li danno con le istruzioni per l’uso?

Anzi, meglio, con il libretto come all’Opera,

in modo che tutto quello che c’è dietro le loro mosse

il trucco e gli acuti

diventi chiaro anche a me che non sono pratica…

 

In questo modo potrei capire, leggendo l’etichetta,

se da qualche parte là fuori

c’è il mio personale piccolo fenomeno

che sarà in grado di capire le mie follie,

mi raccoglierà dopo essere stata sparata dal cannone,

e mangerà le spade per me.

venerdì, 15 febbraio 2008,09:30
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giovedì, 14 febbraio 2008,16:46

Mamma mia,

oggi è San Valentino.

 

Il mio primo S. Valentino,

4° elementare.

Il mio amico preferito,

quello con cui facevo sempre a botte,

che sapeva tutte le parolacce migliori,

mi regala un pacchettino di caramelle

in una scatola a forma di cuore

con un biglietto “Buon S. Valentino”

scritto sul retro di una figurina dei DuckTales.

 

Io sono rimasta così scioccata che:

1.      ho rovesciato le caramelle per terra

2.    non gli ho parlato per tutto il giorno

3.     tornata a casa l’ho raccontato a mia madre che

4. il giorno dopo l’ha raccontato

a tutte le altre mamme della classe

 

Risultato: lui si è vergognato moltissimo

io ho ripiegato sugli amici gay.

 

Insomma,

a parte che ho una madre castrante,

la conclusione è che ho i miei motivi

per dire che si tratta di una festa assurda.

 

Oggi ho superato lo choc

ma comunque S. Valentino mi opprime

mi sa di autocelebrazione della banalità,

di rassicurazione

di festa della medietà.

 

Una volta sola mi capitò di andare a cena per San Valentino

e guardandomi intorno vidi tutto quello

che non avrei mai voluto essere:

le coppie che non si parlavano,

quelle che si baciavano sopra il tavolo,

che si scambiavano pupazzetti…

(sul mio odio per i peluche dovrei fare un post a parte,

sono pure allergica tra l’altro)

…insomma, qualcosa a metà

tra un normale sabato sera e il Natale.

E visto che esistono già sabato sera e Natale,

sentivamo veramente la necessità di San Valentino?

 

 

Grazie a Dio comunque stasera non esco.

 

Ma il terrore non è finito:

non paghi di festività inutili

Halloween

la festa del Nonno,

la festa delle Amiche,

- come se non bastassero già la festa

della Mamma e del Papà

a celebrare l’ovvio

(Mamma ti voglio bene,

ma anche se non te ne volessi

dovresti comunque lasciarmi l’appartamento

in eredità)

 

Adesso c'è anche San Faustino,

se possibile ancora più patetico di San Valentino:

dall'autocelebrazione della banalità della coppia,

alla disperazione del single

che vorrebbe essere in coppia

e per non sembrare patetico rivendica

la propria autonomia/felicità/autodeterminazione,

col risultato di risultare

ancora più patetico.

 

Chissene, almeno c’è

2manydj’s al Vox

giovedì, 07 febbraio 2008,17:17

 

Ho una serie di amiche che hanno relazioni fantastiche, che

viste dall’esterno sembrano quasi impossibilmente tranquille.

 

Vedo i loro fidanzati che magari vengono pure con le amiche a cena, o a ballare:

disponibili, poco gelosi, dignitosi, poco appiccicosi

 e mi viene da pensare che quando il fidanzato ce l’avevo io

se me lo portavo a ballare stava sdraiato sul divanetto a fare la faccia afflitta e tormentata

del giovin artista ribelle

che lui queste cose qua…

in questi locali qua…

con questa gente qua…

oh, lo faccio solo per te…

 

Ovvio, in fondo poi anche loro devono avere i loro problemi,

ma quando me li raccontano ogni tanto mi sembrano così…puerili.

 

Chiaro che, guardando dal di fuori della coppia è difficile

comprendere appieno certe dinamiche

non ha fatto il bravo…

doveva capirlo prima…

io lo so che l’ha fatto apposta…

Le stesse dinamiche che poi catturano anche me

quando sono in coppia, e mi sembrano così naturali.

 

Però credo che, almeno all’inizio di una relazione,

ci sia bisogno di

un po’ di teatro

 

Mi spiego: quando le cose sono troppo facili

siamo portate a sospettare che ci sia

QUALCOSA

che non sappiamo

che non vediamo

che non abbiamo capito

e che sicuramente ci aggredirà alle spalle

quando meno ce lo aspettiamo e in un vicolo buio

 

Quelle cose tipo:

“Mi ha detto di essere single…col cazzo!

Non aveva una sola moglie, oh no, ne aveva sei.

Uno di quei Mormoni, hai presente?”

(cit.)

 

Ieri ho chiesto a una mia collega:

“Come va col nuovo fidanzato?”

e lei: “Non ci credo, ma va tutto benissimo”

“In che senso non ci credi?”

“No, è che mi aspetto la tragedia da un minuto all’altro”

 

E io: “ecco, vedi,

ci serve il dramma

per far funzionare una relazione!”

 

In un certo senso,

le cose devono diventare complicate

per poter credere che siano reali:

se non ci sono ostacoli, se è tutto troppo facile…

 

…bé, ovviamente,

in questo caso gli ostacoli

ce li inventiamo

(ma non dite ai maschi

che ne siamo consapevoli)

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lunedì, 04 febbraio 2008,13:49

Secondo un sondaggio

condotto dalla misconosciuta Associazione

(ma ho scoperto, attivissima

e produttrice di alcuni sondaggi “perla”

tipo – il sesso in ufficio fa bene al lavoro –

oppure – torna di moda farlo in macchina –)

"Donne e Qualità della Vita"

 

tra 500 donne di età compresa tra i 20 e i 45 anni,

l'uomo ideale con il quale passare una notte d'amore

è il pallavolista Luigi Mastrangelo, 19% delle preferenze,

seguito dal collega Alberto Cisolla.

Al terzo posto c'è il pugile Vincenzo Cantatore (14%).

Al 4° e 5° due rugbisti: 

Mirco Bergamasco (11%

Anche se il mio personale preferito tra i rugbysti

sarebbe suo fratello Mauro

o anche meglio Andrew Timble - vedi foto sopra)

e Sergio Parisse (10%). 

In fondo alla classifica il nuotatore Luca Marin (5%) 

e il cestista Gianluca Basile (4%).

 

Visto che un calciatore c’è solo al 6° posto (Luca Toni)

e per il resto la classifica è composta da

bei pezzi di masculo con le gambe storte e le spalle larghe,

non posso che condividere questo risultato.

 

Il sondaggista, con grande acume,

ne deduce che

le donne italiane preferiscono

altri sportivi ai calciatori,

considerati troppo 'curati' e 'fighetti',

con capelli unti, cerchietto e orecchini.

 

Io direi che è tornato di moda l’uomo vero,

quello con la clava,

quello che si fa la doccia in 3 minuti

ed esce coi capelli bagnati a dicembre

(e poi però non sta 3 giorni a letto

a lamentarsi che ha la febbre)

quello che ci porta a casa in braccio

se abbiamo male ai piedi

e non gli viene neanche il fiatone

(o almeno fa finta di no)

quello che dal parrucchiere spende meno di noi

(ma inspiegabilmente è più bello)

 

quello che per S. Valentino non ci porta

a cena nel ristorante figo

ma ci regala 4-5 ore di gioia

(da andare a lavorare col sorriso per 3 giorni)

a parte dire

che è un'ottima evoluzione del pensiero femminile

e che c’era chi lo aveva già scoperto in tempi non sospetti

Cosa aggiungere?

 

Forse che in realtà, per risolvere

tutte le inutili paranoie di noi

quasi ex ragazze

piene di ansie e complessi

una bella botta in testa

e una tirata di capelli

per poi caricarci tipo sacco di patate

in spalla

potrebbe essere un’ottima soluzione.

 

Certo, ci vuole il fisico adatto…