mercoledì, 19 dicembre 2007,11:31

Ieri sera cena di Natale tra amiche, a casa mia.

Barbie fiori di pesco

ci raccontava di un colloquio

fatto a Milano per una multinazionale,

in una di quelle agenzie di head hunter

terribili e temutissime.

 

A un certo punto arriva lo psicologo del lavoro

e con il classico stile aggressivo di quelli

che sono convinti che gli Americani abbiano capito tutto dalla vita,

inizia a farle domande allucinanti,

di quelle assurde

a cui non sai mai cosa rispondere

perché in realtà non hanno senso,

tipo: “Ma lei lo sa che le multinazionali

la usano e poi la buttano via?”.

 

Una domanda però mi ha colpito in particolare,

pur nella sua assurdità:

“in che frutto ti identifichi?”

 

Ragionavamo sul fatto che istintivamente

una donna risponde Ciliegia, o Fragola,

che sono frutti dolci, morbidi e rossi,

molto spesso identificati con il sesso

o comunque con il femmineo.

 

Barbie invece ha risposto Kiwi, 

che è molto da lei

perché si capisce che percepisce sé stessa

come una cosa

che è più interessante se sbucciata,

nel senso che davvero lei a una prima impressione,

caratterialmente è un po’ spinosina e scura,

potrebbe anche passare inosservata,

ma dentro effettivamente a conoscerla bene

è un tipo esotico e davvero particolare.

Anche nel suo modo di porsi,

anche a livello estetico,

è una persona che cerca di mettersi in evidenza

non in modo esplosivo,

diciamo che seduce di più con i sottintesi

che con tette al vento e trucco pesante…

 

Io ho risposto subito

che sono un Fico d’India:

parecchie spine di fuori

e dentro c’è pure poco da mangiare,

ma quello che c’è ha un sapore unico

e che se ti piace, ti piace un sacco.

Mi ritengo un tipo di frutta non per tutti,

pure difficile da trovare,

 e che si fa una gran fatica a mangiarlo,

ma poi ne vale la pena

(anche se devi sapere da prima quello che vuoi…)

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martedì, 18 dicembre 2007,08:18

indiana.jpg

Per chi non lo sapesse, sono un'adepta del culto di Indiana Jones dall'età di 10 anni, più o meno. Credo di aver visto come minimo una volta l'anno per tutta la mia vita ciascun episodio, il che significa almeno 18 volte ciascuno.

Perciò mi emoziono dicendovi che il 22 maggio 2008 (23 in Italia), uscirà Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull, il nuovo episodio (e si suppone ultimo) che tutti noi fanatici attendevamo da 18 anni.

Protagonista femminile Karen Allen (nei panni di Marion Ravenwood, che aveva già interpretato nei Predatori dell'arca perduta), Shia LaBeouf nei panni del figlio di Indy (e non Natalie Portman - peccato, una figlia femmina sarebbe stata più divertente, e poi chi ci crede che Indy avrebbe un figlio così bruttino?). In più, tra gli altri, Cate Blanchett, probabilmente nei panni di cattiva. 

Per saperne di più, potete consultare il sito The Audience.

lunedì, 17 dicembre 2007,16:00
by EulaliaDolfi | commenti (10) | commenti (10)(popup)
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lunedì, 17 dicembre 2007,13:31

Visto il successo ottenuto dall’ultimo post

mi è venuto il desiderio di indagare più a fondo

sulle idee dei miei lettori in merito.

 

Quindi, beccatevi il sondaggio

PENSI DI ESSERE BRAVO A LETTO?
DECISAMENTE, E LE VENDITE DEI MIEI FILM LO CONFERMANO
NESSUNO SI E' MAI LAMENTATO, ALMENO NON CON ME
HO AVUTO DELLE DEFAILLANCES, MA NON PIU' DI UNA VOLTA A SETTIMANA
QUALCUNO SI E' ADDORMENTATO DURANTE. E' UN BRUTTO SEGNO?
NON RICORDO
  
pollcode.com free polls

 

GRAZIE AD AEIOUY CHE CI HA FATTO SCOPRIRE L'EMOZIONE DEL SONDAGGIO IN DIRETTA

ps. a chi interessasse, io voto "non ricordo".

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venerdì, 14 dicembre 2007,10:56

Facendo un giretto per blog

mi sono (solo un po’) stupita, vedendo quanti

parlano di SESSO.

Solo ed esclusivamente,

con tanti di dettagli dei loro incontri

link a siti porno

eccetera eccetera.

 

A giudicare dal piccolo

bloggoso mondo che ci circonda,

pare che fare/parlare di sesso

Sia una condizione indispensabile

per una vita di relazione soddisfacente

 

È vero che io da un po’

Sono come dire…“a riposo”.

Quindi, non è che al momento

mi si possa giudicare

un’autorità…

PERÒ

A giudicare dai loro post,

pare che siano tutti molto soddisfatti

delle loro performance…

 

lo fanno

in estate e in inverno

sopra e sotto

prima e dopo i pasti

dentro e fuori dall’armadio

in macchina e in ufficio

 

INSOMMA, almeno dalla

QUANTITÀ

si può ipotizzare che vadano piuttosto

“d’accordo” con il partnerz…

 

Ma poi mi è sovvenuto:

se veramente si pensasse

di FARE SCHIFO A LETTO

lo si direbbe a qualcuno?

O ancora di più,

si riuscirebbe

a rendersene conto?

 

Di solito i problemi legati al sesso

QUELLI DI CUI SI PARLA IN COPPIA

Sono che magari

·  Lo si fa poco

·  Lo si vorrebbe fare diversamente

·  Lo si vorrebbe fare ANCHE con qualcun altro

·  Lo si vorrebbe fare SOLO con qualcun altro

 

Cioè,

vi è mai capitato che qualcuno

si girasse e

CORTESEMENTE vi dicesse:

“Mi ha fatto schifo?”

Oppure che facesse

il gesto del vomito

mentre voi eravate impegnati/e

in altre attività orali?

O di essere lasciati con l’sms:

“Scusa, ti voglio bene,

ma il sesso tra noi fa schifo”?

 

Perciò:

se nessuno ce lo dice

come possiamo sapere

se non siamo granché?

 

COME SI FA A SAPERE

SE SIAMO BRAVI O NO

A LETTO?

 

PERSONALMENTE ho sempre pensato

che non è una gara

E neanche un compito in classe.

 

Per cui quando qualcuno mi fa dei complimenti

in questo campo – insomma

MI IMBARAZZO…

 

Ho una reazione un po’ inconsulta.

Credo di sembrare una via di mezzo

tra un’attrice agli Oscar

che finge imbarazzo ringraziando

e uno che cerca di nascondersi

dal controllore sul bus

 

insomma non è che ci vada pazza

per questo genere di “entusiasti”.

 

Però, da parte mia,

IO GIUDICO.

Magari non sul momento…

….però comunque l’impressione

che mi resta dopo il sesso

non è poi così mediata, di solito,

dall’emozione e dall’affetto:

è proprio QUASI OBIETTIVA

 

Non credo di essere l’unica:

quasi tutti giudichiamo l’altro

ogni volta…no?

Ma se è un esame,

(un esame in cui alla fine

non si vedono i voti)

come si fa a sapere

SE L'ABBIAMO SUPERATO O NO?

PS: se pensate che il titolo del post sia giustificato unicamente dal desiderio di avere una referrer list più pittoresca...ci avete preso.

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mercoledì, 12 dicembre 2007,17:40

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mercoledì, 12 dicembre 2007,10:45

Io sono un porcospino, si sa.

Che quando si tratta di conoscere persone nuove

fa una fatica bestia.

E che è allergica al “provare”

se non sente subito,

e forte,

quel “brividino” riconoscibilissimo

che ti dice

che l’attrazione c’è.

 

Sarà che le poche volte che mi sono detta:

PROVIAMO

Poi alla fine mi sono resa conto che era

A voler essere buoni

Non molto di più di un ripiego?

 

Cioè, puoi anche dirti:

lui è carino,

bravo,

perfetto,

e mi corteggia un sacco”.

Ma se manca quel brividino…

…insomma non è possibile

costruirlo a tavolino

(La rima!!!)

un rapporto

Secondo me.

 

Anche senza pretendere che a contatto con lui

scoppino i fuochi d'artificio

e suoni la banda del paese

almeno una piccola brace incandescente

una scintilla che scatta al primo sguardo

e tutte le banalità di questo tipo

URCA, se ci devono essere!

 

Però l’incertezza la capisco:

quando va tutto bene ed è subito un idillio

uno capisce che ha fatto bingo

e manco ci pensa se quella è la persona giusta.

 

Ma su una persona che non ti ha colpito subito,

e ti ha, come dire, convinta,

è facile avere un sacco di dubbi

e di incertezze.

 

Se ti senti a tuo agio e basta

Non è l’uomo giusto?

Se ti fa solo ridere

Se non salti sulla sedia quando ti arrivano i suoi sms

Se non hai voglia di restare sola con lui

Se non ti viene voglia di spogliarlo ogni volta che lo vedi

Non è l’uomo giusto?

 

E quando ti sembra che le cose non vadano ti dici:

sarà che è troppo tempo che sto da sola?”

“sono diventata un’isola?

sarà che in questo periodo non tollero niente?

sarà che lui va troppo in fretta?

 

Questa incertezza è il segnale

che non è l'uomo giusto

o è il segnale che non tu sei pronta?

Insomma, mica è facile capire dove sta il problema.

 

Hanno mai senso tutti quei criteri che stabiliamo?

·  deve essere biondo

·  deve avere il maglioncino di Margiela

·  non deve piacergli il calcio

·  deve essere magro

Quelli che ogni giorno,

con le nostre azioni

comunque contraddiciamo…

 

Quando arriverà la persona giusta,

SARÀ GIUSTA PERCHÉ

CORRISPONDERÀ PERFETTAMENTE

A QUESTI CRITERI

O SARÀ GIUSTA SEMPLICEMENTE

PERCHÉ È GIUSTA?

 

HA PIÙ SENSO BUTTARSI E PROVARE?

O HA PIÙ SENSO ASPETTARE?

Insomma

Come si fa a sapere

qual è l'uomo giusto per te?
lunedì, 10 dicembre 2007,09:37

Il dilemma del porcospino:

“TANTO PIÙ DUE ESSERI SI AVVICINANO TRA LORO, MOLTO PIÙ PROBABILMENTE SI FERIRANNO UNO CON L'ALTRO”.

Il concetto ha origine dal Parerga und Paralipomena di Schopenhauer, ed è entrato successivamente in psicologia dopo che fu scoperto da Freud.

 

Ovviamente il motivo è che,

come i porcospini, anche gli esseri umani

possiedono aculei sulla propria schiena.

Aculei mentali, più che fisici.

Armi improprie di autodifesa psicologica, che ci aiutano a difenderci dalle invasioni inopportune del nostro habitat.

Se ci avviciniamo tra noi,

UNO QUALSIASI DEGLI ATTEGGIAMENTI

E DELLE BARRIERE MENTALI

CHE SOLITAMENTE CI PROTEGGONO,

FINIRANNO COL FERIRE CHI CI STA ACCANTO.

 

Esistono persone con aculei molto corti,

disposte a fidarsi e lasciarsi andare senza difficoltà;

·  a volte perché sono giovani (magari solo dentro)

·  a volte perché poco orgogliosi,

·  a volte semplicemente molto impulsivi.

·  Oppure, non so, magari dipende dalle esperienze personali.

 

Io sono una di quelle persone con aculei così lunghi

Che rischio di graffiare anche la gente sull’autobus.

Anche se sono sempre stata un tipo un po’ “freddino”

probabilmente negli anni sono peggiorata

(non succede sempre?)

Oppure è diminuita soltanto la pazienza

nel concedere alle persone il tempo delle dimostrazioni.

 

Il fatto è che col tempo si impara

Che se può andar male lo farà

Che nel 90% dei casi

amore/amicizie/rapporti

sono difficili

e non portano a niente

E NEL RESTANTE 10%

SONO SOLO DIFFICILI

 

Se iniziamo a prenderci cura e a fidarci l'uno dell'altro,

i nostri aculei quasi sicuramente

finiranno col ferire entrambi.

 

IL FATTO è che

alla fine dell'ennesimo rapporto ANDATO A MALE,

quando ti tocca leccarti le ferite,

e fare i conti con i “potevo, volevo, dovevo

è inevitabile chiedersi…

... A COSA SERVE?

SERVE DAVVERO A QUALCOSA ESSERE

POSITIVI,

APERTI,

OTTIMISTI,

IMPEGNARSI,

INVESTIRE?

 

 

Forse addirittura non è CONSIGLIABILE essere ottimisti,

forse il pessimismo è qualcosa che a 30qualcosa anni

dobbiamo applicare quotidianamente e con regolarità

come il contorno occhi e la Somatoline.

 

Se no, non ci si limita a PUNGERSI…

ci si può fare seriamente male.

È un pò come fare parapendio per chi soffre di sciatica.

 

Tanto, alla fine, la realtà

demolisce le tue convinzioni

e le illusioni e le fantasie che ti fai

Riguardo alle altre persone.

 

Insomma, intendo dire che quasi tutti

SONO PEGGIO DI COME LI IMMAGINI

 

QUINDI NON CAPISCO:

Perchè continuiamo a pensare

che le sorprese della vita

saranno comunque positive?

 

IO, COMUNQUE,

DETESTO LE SORPRESE.

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venerdì, 07 dicembre 2007,08:26

Ieri è uscita un’intervista a Fabio Volo.

UN’ALTRA?

Ecco, io mi sono sempre chiesta

che cosa avrebbe mai da dire questo qua,

perché uno abbia voglia di intervistarlo.

 

Fabio Volo recita (male),

scrive libri (libri?),

fa programmi in tv

(cioè, se si può definire “programma” un suo soliloquio di 2 ore su MTV o i ballettini con la Ventura e spogliarsi nudo davanti alla Marcuzzi – con un fisico che per altro ci poteva risparmiare…).

 

Ma non se ne vergogna, anzi.

Va fiero della sua “faccia da culo”,

di sé stesso dice: “non avevo un talento particolare e mi sono dovuto inventare qualcosa”.

Ok, il solito inutile, un'altro.

Ne sentivamo il bisogno, in effetti.

 

E naturalmente, per i meriti derivanti da tutto ciò,

ma soprattutto perché

INSPIEGABILMENTE

piace un sacco alle donne,

Vanity Fair lo intervista.

 

Il Nostro ha opinioni brillanti quasi su ogni argomento.

I giornalisti?

“li ho visti fare gli opinionisti nei reality, che cos’altro dovrei pensare?”

L’aborto?

“scatena uno tsunami nella parte femminile del mio cervello”

 

Ma è sul LIFESTYLE che il nostro da il meglio di sé.

La foto principale del servizio,

con coppolletta, occhiale, giacchetta e magliettina d’ordinanza,

e faccia in su per nascondere il doppio mento incipiente.

La foto in cui siede sul marciapiede

(oh, molto boho style!!!)

di fianco a una tizia che palesemente si chiede chi è sto sfigato

(e lo sta pure dicendo al cellulare a un’amica).

L’altra foto, quella in cui ADERISCE SIMBOLICAMENTE

allo sciopero degli sceneggiatori americani.

 

Ah sì, perché il nostro vive a NEW YORK.

Come Lapo!!!

Alternativo vero?

Ammazza, ho già tutti gli ormoni in subbuglio…

però ovviamente

“potevo essere su Canale 5 tutte le sere e guadagnare molto di più”.

Ah bé, allora, onore al merito.

New York è fortunata ad averti.

 

Uno che alla giornalista dice:

“scriverà anche che sono antipatico (…) quello a cui paice rimorchiare le donne”.

Oh, ma sei un Céline dei nostri tempi.

Non me ne ero accorta, com'è possibile???

 

E poi, poteva mancare

il cliché top dello sfigato a New York?

“porto sempre con me un bloc – notes.

Se me lo dimentico uso i tovagliolini di carta nei bar”;

“A volte, mi porto il computer

e scrivo seduto a un tavolino davanti alla vetrina”.

C’è qualcosa che faccia più COMMEDIA HOLLYWOODIANA?

E sentite che figo, che alternativo, che uomo-isola:

va al cinema da solo

e si fa fotografare mentre compra dischi usati

(e mica cazzi eh: “What’s going on” di Marvin Gaye!

Non solo un classicone, ma anche l’inno post Twin Towers:

lui si che ormai è un newyorchese vero…)

 

Ma il TOP della banalità la raggiunge se parla di relazioni

(da uno che palesemente non ne capisce un PIFFERO):

“il problema è che le donne sognano ancora la famiglia tradizionale:

tutti sotto lo stesso tetto”;

“Se in tv c’è la De Filippi è perché la famiglia tradizionale non funziona”;

“Farei fatica ad aprire la porta e trovare qualcuno in casa”.

Dai questo non lo commento, troppo facile.