
Ieri sera cena di Natale tra amiche, a casa mia.
Barbie fiori di pesco
ci raccontava di un colloquio
fatto a Milano per una multinazionale,
in una di quelle agenzie di head hunter
terribili e temutissime.
A un certo punto arriva lo psicologo del lavoro
e con il classico stile aggressivo di quelli
che sono convinti che gli Americani abbiano capito tutto dalla vita,
inizia a farle domande allucinanti,
di quelle assurde
a cui non sai mai cosa rispondere
perché in realtà non hanno senso,
tipo: “Ma lei lo sa che le multinazionali
la usano e poi la buttano via?”.
Una domanda però mi ha colpito in particolare,
pur nella sua assurdità:
“in che frutto ti identifichi?”
Ragionavamo sul fatto che istintivamente
una donna risponde Ciliegia, o Fragola,
che sono frutti dolci, morbidi e rossi,
molto spesso identificati con il sesso
o comunque con il femmineo.
Barbie invece ha risposto Kiwi,
che è molto da lei
perché si capisce che percepisce sé stessa
come una cosa
che è più interessante se sbucciata,
nel senso che davvero lei a una prima impressione,
caratterialmente è un po’ spinosina e scura,
potrebbe anche passare inosservata,
ma dentro effettivamente a conoscerla bene
è un tipo esotico e davvero particolare.
Anche nel suo modo di porsi,
anche a livello estetico,
è una persona che cerca di mettersi in evidenza
non in modo esplosivo,
diciamo che seduce di più con i sottintesi
che con tette al vento e trucco pesante…
Io ho risposto subito
che sono un Fico d’India:
parecchie spine di fuori
e dentro c’è pure poco da mangiare,
ma quello che c’è ha un sapore unico
e che se ti piace, ti piace un sacco.
Mi ritengo un tipo di frutta non per tutti,
pure difficile da trovare,
e che si fa una gran fatica a mangiarlo,
ma poi ne vale la pena
(anche se devi sapere da prima quello che vuoi…)
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