
A una certa età (diciamo dai 20 in poi, ma capita anche prima) tutti hanno avuto a che fare con storie che tornano dal passato, relazioni che ci hanno segnato e che ci tengono legati per tanti motivi:
MR BIG, ma anche le storie complicate, bellissime, difficili, strane e irripetibili che ciascuno di noi ha vissuto.
Le storie che sono sfociate in amicizia, quelle che sono durate così tanto che qualunque cosa ti stimola un ricordo, quelle che ci sembrano incredibilmente belle perché legate a un periodo felice della nostra vita…
Che siano o no incarnate in una persona che fa ancora parte della nostra vita, comunque non ci mollano più.
Queste sono le relazioni che ci fanno mantenere le connessioni col passato, mentre viviamo il presente e anche il futuro.
A volte sono un conforto nei momenti di crisi, altre volte una palla al piede che ci impedisce di crescere.
Mi chiedo:
QUESTE STORIE SONO IN GRADO DI DISTRUGGERE I NOSTRI SOGNI PER IL FUTURO?
Io ne ho 2 di questi rapporti, che poi per me sono praticamente uno solo:
2 splendidi uomini che erano (e sono ancora, anche se credono di no) talmente legati tra loro da sembrare una persona sola
e che per tanto tempo mi sono stati vicini e hanno rappresentato tutto per me.
A fasi alterne sono stati i miei amici, amanti, fidanzati, fratelli, ideali maschili, ideali estetici, sogni erotici.
Uno l’ho perso, ormai credo irrimediabilmente, senza rimpianti perché è stata colpa sua e cercando di conservare solo il bello di quel che c’è stato.
All’altro mi aggrappo ancora a fasi alterne, e lui si aggrappa a me, perché è la persona che più mi capisce e una delle poche da cui accetto quasi tutto e lo stesso lui fa con me.
Li ho amati entrambi, molto.
A volte nello stesso momento
(e stranamente sono stati, tra noi 3, i momenti più sereni),
a volte per avere l’uno ho dovuto ferire l’altro,
a volte si sono feriti tra loro a vicenda.
Con o senza di me, non credo che quel legame tra loro tornerà ad esserci, ed è un peccato.
PERCHÉ, INSIEME, ERANO SPLENDIDI.
Non so se mi “libererò” mai di loro.
Non so neanche se lo voglio.
So che saranno, per sempre, una pietra di paragone per giudicare ogni uomo che starà con me.
SI PUÒ RAGGIUNGERE IL FUTURO SE IL PASSATO È ANCORA COSI' PRESENTE?
Questa è per D. e P. Da vicino o da lontano, una parte di me sarà sempre vostra.

Se ne sentono sui blog,
più di quelle che si vorrebbero sentire a dire la verità.
Un conto è l'innocuo chiacchiericcio tra donne,
un altro conto è
QUANDO I MASCHI SI LASCIANO ANDARE
A DICHIARAZIONI SPONTANEE E ILLUMINANTI.
(specialmente quando si scatena una di quelle discussioni “maschi contro femmine” che neanche il più sanguinario torneo di ping pong al mare aveva mai eguagliato…)
Dichiarazioni che possono aprire inesplorati e agghiaccianti orizzonti
(forse proprio per questo inesplorati).
R99 ad esempio, in questo post
se la prende con la categoria delle Diversamente Frigide,
che è un po’ come sparare sulla croce rossa…
(lo so che 3 link in una frase sono tanti, ma pazientate...bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, no?)
Nel senso che
Siamo tutte DF,
ci sono quelle momentanee e le recidive,
quelle che sono DF solo al 50%,
quelle che non lo sono più
e quelle che lo diventeranno…
MA TUTTE ABBIAMO IN COMUNE
L’essere (oserei dire)
PERSEGUITATE
dall’illusione,
o dalla speranza,
CHE QUALCHE VOLTA (SI PARLA DI MASCHI OVVIAMENTE)
L’APPARENZA E LA SOSTANZA ALMENO SI SOMIGLINO:
ad esempio,
che per una volta uno che sembra intelligente poi lo sia davvero…
Dice comunque R99, che a suo parere la DF
"non è interessata ad un uomo inteso come persona ma cerca una creatura più o meno asessuata in cui specchiarsi (per sempre ?) e magari sfoggiare con le amiche"
Se la metti tutta al maschile è il ritratto dell'uomo medio.
CI STIAMO TRASFORMANDO IN LORO?
Stiamo assumendo, per difenderci e per mimetizzarci, i peggiori comportamenti e le più basse pulsioni dell’animo maschile?
Argomenti dell’accusa:
· parliamo di sesso più di quanto ne facciamo
· i particolari anatomici hanno sempre di più la loro importanza
· non ci sentiamo più fallite senza un uomo, se mai sentiamo gli ormoni e la mancanza del letto caldo
Da qui però mi sovviene un
TERRORIZZANTE MA SEMPLICE SILLOGISMO:
Visto che
se un uomo ha più di trent'anni ed è single ha qualcosa che non va.
(È darwiniano: la natura li elimina affinché non propaghino la specie).
Dunque,
se donna = uomo…e se la donna in questione è single…
Se tutto questo è vero…
ABBIAMO ANCHE NOI QUALCOSA CHE NON VA?
Cercasi argomenti per la difesa, grazie!!!!!
Mi è stato rinfacciato di essere LA MOROSA del pompiere, oggi.
Uno scherzo ovviamente, ma mi ha fatto riflettere.
Se c’è una sola regola al mondo, nelle relazioni,
è che da fuori sembrano sempre meglio di quello che sono.
Vuoi perché tendiamo a tenere per noi i particolari squallidi,
vuoi perché tutti i tormenti interiori restano nella nostra testa,
vuoi perché in pubblico tendiamo a mostrare il meglio e a non tirarci i piatti addosso (con qualche eccezione, ovviamente)
Però è strano che nel momento in cui io sono convintissima
che con una persona c’è solo amicizia,
qualcun altro ne deduca che stiamo insieme.
Non è così logico e immediato, no?
Per cui la prima cosa che penso è:
magari è tutto molto più complicato di quello che sembra.
In fin dei conti, ci muoviamo in un mondo
in cui non esistono regole precise:
CHI STA INSIEME SPESSO NON FA SESSO
SI SCOPA IN GIRO SENZA NECESSARIAMENTE STARE INSIEME
LE STORIE DI SESSO SI TRASFORMANO IN AMORE
L’AMORE FINISCE E RESTA IL SESSO
LA MAGGIOR PARTE DEI TUOI EX RIMANGONO TUOI AMICI MOLTO DOPO CHE È FINITA
CAPITA DI FARE SALTUARIAMENTE SESSO CON GLI AMICI
CAPITA CHE STAI CON UNA PERSONA E FAI SESSO CON UN’ALTRA
È scontato che poi alla fine siamo tutti un po’ incerti,
almeno all’inizio,
quando si tratta di trovare un nome adatto alla cosa che stiamo vivendo…
IN FONDO, COS'È CHE DEFINISCE UNA RELAZIONE?
IL SESSO NO DI CERTO.
Quando ci si sta dentro, in una relazione,
è già difficile che si pensi entrambi la stessa cosa…
Spesso non si riesce a capire neanche se la relazione c’è oppure no.
A volte siamo così impegnati a fuggire dalle etichette che ci facciamo scappare le cose migliori
A volte invece abbiamo una tale ansia di farci inquadrare nelle categorie tradizionali che ci mettiamo in gabbia da soli
Più parole inventiamo e più è difficile definire le cose,
MAGARI È MEGLIO NON DARE NESSUN NOME, ALLE COSE.
NON SARÀ PROPRIO IL MOMENTO IN CUI SI TROVA UN NOME PER DEFINIRLA,
QUELLO CHE SEGNA LA FINE DI TUTTO IL FASCINO DELLA COSA?
Sono cose che, se te le racconta qualcun altro, non ci credi.
Io e il pompiere stiamo diventando amici.
Vè mò.
Se vi chiedete cosa c’entra la foto, è la spiegazione della sua follia.
Non posso dire nulla di più.
Al momento lui non ha la fede al dito, cmq

C’è un tipo che è il sosia del pompiere.
Giuro che è uguale, una somiglianza impressionante
(comprovata da numerosi testimoni).
Ha pure lo stesso nome.
Non sarebbe un problema,
se non fosse che ultimamente
mi perseguita.
Ovunque vada,
se non c’è il pompiere
c’è lui.
Dopo 3 settimane di questa solfa,
ho pensato che:
1) La prossima volta che lo incontro facciamo un calendario condiviso
e ci spartiamo le serate,
così almeno possiamo non incontrarci SEMPRE…
2) Quando li incontro tutti e 2 insieme li fotografo vicini con il cellulare,
come le gemelline di Shining.
Prossimamente su questi schermi:
"PEGGIO DI UN CAZZINO SOLO, CE N'E' SOLO DI AVERNE 2"


Mi sembra, molto, il caso di dire la mia su questa campagna.
E dico che è
FALSA, INUTILE E POCO RESPONSABILE
1) è FALSA perché:
Le anoressiche non sono così.
La visione di una ragazza scheletrita su un poster non turba minimamente la maggior parte di loro, garantito:
diventare così, la parte estetica, è il male minore,
anche perchè sono veramente poche quelle che arrivano fin lì.
La maggior parte delle anoressiche che conosco
è mooolto più grassa di quel che potreste pensare.
La parte snervante di questa malattia,
quella che ti porti dietro per tutta la vita,
è non poter far passare 30 minuti senza fare 4 volte il riconteggio delle calorie assunte fino a quel momento della giornata, programmando il resto della settimana in modo da non superare le 500 calorie al giorno.
TUTTI I GIORNI, DI TUTTA LA SETTIMANA, DI TUTTA LA VITA.
Non serve alle anoressiche qualcuno che mostra "quanto si diventa mostri":
lo scopo recondito, la spinta di ogni anoressica non è diventare bella, ma diventare trasparente e invisibile.
IN UN MONDO IN CUI TUTTO RUOTA ATTORNO AL CIBO, E IL CIBO PERMEA LA NOSTRA VITA QUOTIDIANA, NELLA SUA ABBONDANZA E FACILE DISPONIBILITÀ, COME SIMBOLO DI CONVIVIALITÀ, LA SCELTA DI RIFIUTARLO PER UN’ANORESSICA È LA VOLONTÀ DI NON UNIFORMARSI A QUELLO CHE LA CIRCONDA.
La voglia di essere magre non si ferma al bisogno estetico, anche se lo comprende.
È un voler essere ancora bambine, piccole, fragili, di sparire in un certo senso, di annullare la propria femminilità.
Sarebbe, davvero invece, utile qualcuno che facesse capire
quanta fatica, dolore e fallimenti comporti il cercare di guarire
PERCHÈ L'ANORESSIA NON LA PERCEPISCI COME UN PROBLEMA FINCHÉ MENTALMENTE CI SEI DENTRO:
è quando inizi a stare male, e ti rendi conto che non si guarisce facilmente (e non si guarisce mai del tutto), che iniziano i problemi.
L’anoressia è un po’ come una tossicodipendenza:
non ne esci se non lo vuoi tu,
ma dal dirlo al farlo è un percorso difficile e lunghissimo,
e per la maggior parte dei casi fallimentare.
2) è INUTILE perché:
Non è utile parlare di malattia se di fianco c'è un marchio di abbigliamento.
Non è utile se il malato è spettacolarizzato.
La moda non ha SEMPRE a che fare con l’anoressia:
è vero che rispecchia un modello di bellezza inarrivabile, ma che è quello condiviso culturalmente, e che ogni ragazzina può trovare ovunque senza cercarsi le foto delle sfilate e di quelle che sono “magre per mestiere” e pagate per farlo, che appena mollano la carriera ingrassano e che spesso non stanno neanche a dieta, essendo ragazzine bielorusse di 14 anni che non si sono ancora sviluppate.
Non serve voler fare le modelle per sentirsi inadeguate:
mai conosciuto anoressiche che non siano ragazze molto intelligenti e in un certo senso "vincenti".
Persone che vogliono essere PERFETTE,
e che quando si rendono conto di non poterlo essere, perchè la vita è senza controllo,
si rivolgono all'unica cosa che possono veramente controllare,
ovvero la quantità di cibo che ingeriscono.
Non c'entra la mancanza di valori, non c'entra la tv o la moda.
C'entra molto la pressione culturale a cui sono sottoposte le donne:
il dover essere contemporaneamente
belle,
sexy,
intelligenti,
far carriera,
essere indipendenti,
carine,
amabili,
sportive ma femminili,
eleganti però risparmiare per la casa,
fare figli ma restare belle,
pulire casa ma fare sesso col marito tutte le sere,
essere allegre,
e vivaci,
e informate,
e accondiscendenti,
e per carità non troppo aggressive che se no poi gli uomini si spaventano.
Poi si meravigliano che alcune di noi implodono.
Sicuramente è un problema sociale:
infatti si può fare lo stesso identico discorso di pressione culturale
sempre di più anche per il genere maschile:
infatti la nuova “condizione maschile”, che può essere accumunata al disagio femminile di cui parlavo, è sempre più frequente.
Non per niente oggi anche molti uomini soffrono di anoressia, che in passato
(perché è una malattia sempre esistita, come la depressione, non è una malattia “moderna”, anche se una diffusione così non si è mai vista)
era un’esclusiva o quasi delle donne.
3) è POCO RESPONSABILE perché:
Qualcuno dice che questa campagna ha del merito, perchè tanti italiani hanno visto e discusso la foto di Oliviero Toscani:
MA UNA RAGAZZA POTENZIALMENTE BELLA TRAMUTATA IN UN MOSTRO DALLA MALATTIA NON È UTILE COME UN "PUGNO NELLO STOMACO", IN QUESTO CASO.
Perché l'anoressia non è la fame nel mondo:
per combatterla, la soluzione non è che più persone possibile sappiano che esista, sbattendo una foto-choc in copertina.
Cioè, se il malato di AIDS o il bambino africano con la pancia gonfia spaventano e possono innescare un meccanismo positivo al di là della paura, questa pubblicità può spaventare solo chi anoressico non è.
Io sono stata anoressica (anche se parlare al passato per l'anoressia è impossibile, perchè periodicamente ci si ricasca) e intorno a me ho molte persone che ne hanno sofferto,
a vari livelli.
Io ho scoperto che si poteva vomitare quello che si mangiava grazie a uno di quei film verità che una decina di anni fa trasmettevano al pomeriggio su canale5.
Non dico che non fossi già malata in testa, ma sicuramente mi ha dato utili spunti. Con un film o una pubblicità non si “diventa” anoressiche, è solo una tendenza e una nevrosi che c’era già, lì che aspettava uno spunto e uno stimolo per manifestarsi.
E lì fuori ci sono un sacco di ragazzine come ero io, che aspettano solo lo spunto.
Ovviamente nel film la ragazza bulimica guariva subito grazie a una bella clinica...senza tubi nell'esofago e senza che le marcissero i denti.
CI MANCANO GLI STRUMENTI CRITICI PER ELABORARE IL MESSAGGIO?
PUO' DARSI.
MAGARI È COLPA DELLA FAMIGLIA O DI ALTRO,
MA RENDERE L’ANORESSIA COOL, DIREI CHE NO, NON È LA SOLUZIONE.
SOLO PER DIRE, CHE SULL’ANORESSIA
CE N’È DA DIRE MOLTO DI PIÙ DI UN CARTELLONE,
e che l’immagine di uno scheletro ambulante non sarà mai un deterrente, soprattutto perché anche quelle ridotte come lei
non ci si riconosceranno mai.
Perciò dico:
SE SPETTACOLARIZZI
E NON FAI VEDERE A 360 GRADI IL PROBLEMA,
TI METTI NELLE CONDIZIONI DI ESSERE TRAVISATO,
MA (COME FA SEMPRE TOSCANI)
PUOI SEMPRE DIRE DI NON AVERE RESPONSABILITÀ
PERCHÈ, IN FONDO...
..."CI METTI SOLO DAVANTI AI FATTI"

Tutti quanti abbiamo bisogno di rassicurazione.
Sempre.
Le donne comprano borse e puliscono casa, gli uomini lavano la macchina e comprano cd.
A volte scriviamo un blog, per essere sicuri di esserci, al mondo.
UNO DEI MOMENTI PEGGIORI,
IN CUI L’AUTOSTIMA SCENDE SOTTO LE SCARPE
E IL BISOGNO DI RASSICURAZIONE SCHIZZA ALLE STELLE,
È QUANDO SIAMO STATI APPENA SCARICATI.
Già, è da un po’ di tempo che nessuno ci fa dei complimenti,
siamo un po’ stanchi e per niente in forma,
lavoriamo troppo e usciamo poco,
siamo ingrassati,
in più, abbiamo pochi soldi per borse e cd.
Avevamo riposto magari poche, magari tante speranze in una storia
(speranze almeno di arrivare alle vacanze di Natale, in alcuni casi)
che poi si è rivelata un informe mucchio di stronzate,
che alla fine non ci capiamo più niente neanche noi.
Dopo aver parlato con le amiche,
e bevuto,
e mangiato Haagen Daz come da copione,
eventualmente piangendo tutte le nostre lacrime,
sicuramente ci sentiremo un po’ meglio.
Ma parliamoci chiaro:
le amiche ci vogliono bene e ci capiscono,
ma mica ce le possiamo scopare
(o almeno, personalmente la cosa non mi attrae molto).
E DAL LATO SENTIMENTALE,
CI DANNO EMOZIONI QUANTO UN COMODINO.
In questi momenti, è necessaria la presenza di un uomo,
perché il conforto ok va bene,
ma a un certo punto c’è bisogno di essere gratificate, coccolate, riempite di complimenti e fatte sentire ancora esseri di sesso femminile capaci di suscitare emozioni...
E a seconda del livello di egocentrismo di ognuno,
il nostro bisogno di conforto e gratificazione
può assumere le forme più disparate.
Una delle forme più comuni di ricerca di rassicurazione, in campo amoroso,
è quella di buttarsi in una relazione “facile”,
che ci garantisca un esito certo.
UN ESITO CERTO
CHE CI GARANTISCE STABILITÀ NEI MOMENTI DI CRISI.
Relazioni di questo tipo, ne vedo tante:
Trattasi di relazione reale, ma solo sessuale, che va bene per i momenti di stallo in cui non mi piace nessuno. Altamente sconsigliata se i sentimenti di uno dei 2 vanno oltre, altamente sconsigliata se non si è amici da un bel po’ e non ci si vuole bene senza troppe ambiguità. Sconsigliato convincersi che ci sarà di più.
Tolto ciò, l’unico rischio è che lui improvvisamente si fidanzi e vi lasci, con tutto il bene che vi vuole, a piedi.
Trattasi di relazione altamente sconsigliata in ogni caso, perché ci si fa un bel po’ male.
Spesso si manifesta così:
· CASO A – IL + LEGGERO
fantasie malate di noi e lui che ci incontriamo e lui che ci abbraccia e dice che ci ha sempre amate e che ci ama ancora
· CASO B - MASOCHISMO
frustratio maxima, una pseudo amicizia di andiamo a bere una cosa insieme e poi lui ci parla della sua ragazza
· CASO C – VOLERSI MALE DAVVERO
incontri casuali conclusi in nottate di sesso e lui che non ci risponde agli sms e noi che ci rientriamo dentro a piedi pari dopo 2 anni che ci avevamo messo per uscirne
Trattasi di relazione che se MANTENUTA SOLO SUL LIVELLO DELL'IMMAGINAZIONE, è anche sana: ripensiamo al passato in modo positivo e tenero. Ma se si concretizza in un ritorno di fiamma, occhio: è facile arrivare alle estreme conseguenze di “io me lo sposo perché uno così non lo troverò mai più”.
Trattasi di momento buio che può avere pessime conseguenze, specialmente per lui. E anche per noi, nel caso lui in seguito non abbia voglia di essere l’uomo di transizione…
Non è in realtà che ci sia un gran male nel farlo, gli uomini lo fanno spesso e alcune volte le donne di transizione se le sposano pure (gli uomini, si sa, hanno ancora più bisogno di rassicurazione di noi, anche se sembra impossibile…); personalmente non è nella mia natura iniziare qualcosa di cui non sono convinta e senza entusiasmi, ma questo non mi ha mai evitato le delusioni, per cui…
Qua i casi sono due: o davvero non ci siamo accorte di quel che avevamo sotto gli occhi (magari nella convinzione di preservare chissà quale amicizia), oppure ci stiamo raccontando tante belle cazzate. Pensarci 2 volte magari è meglio (specialmente se l’amico in questione lo vediamo, e lo rivedremo, tutti i giorni), ma buttarsi è l’unico modo per capire, quindi buona fortuna…
Servono davvero gli uomini di transizione, o sono solo un palliativo per riempire il tempo?
SIAMO SICURE CHE UNA RELAZIONE DI COMODO
SIA VERAMENTE IN GRADO DI RIPARARE
LE FERITE DEL PASSATO?
O RISCHIAMO DI FARCI ANCORA PIÙ MALE?

Ieri sera si parlava di fragilità.
Di quando ti senti 12 ore al giorno come se stessi per metterti a piangere,
perché la vita sembra non avere la possibilità di tornare a girare per il verso giusto.
Ti sembra di essere di carta, e di poter volare via se il v